12° episodio - rizzuti.it

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DOMINUS VOBISCUM


Il Sindaco Di Francesco era uno di quei tanti socialisti
alto-borghesi che stavano dalla parte della gente del popolo, e infatti i suoi amici erano artigiani, contadini, operai ed era apprezzato anche perché faceva una vita del tutto normale.
 Il mattino si recava in ufficio e riceveva tutti, dal manovale al professionista, si faceva carico dei problemi e si attivava per risolverli, però la sua attività principale era creare lavoro per gli operai e artigiani del suo paese.
Pur di trovare lavoro per i suoi compaesani, andava in giro a chiedere come si poteva fare per crearlo.
 Tampinava continuamente il Vescovo affinché potesse dare inizio alla ristrutturazione della vecchia cappella del Patrono, che ormai era diventata un rudere.
Un giorno andò dal Prefetto per informarlo delle condizioni della popolazione e dopo tante insistenze riuscì a ottenere l’autorizzazione a creare dei lavori “utili” per impiegare almeno trenta operai.
 
Aveva individuato alcuni obiettivi fra i quali riqualificare le strade sterrate e le mulattiere, ripulire il letto del torrente e infine costruire una nuova ala del cimitero.
 
Mise in contatto trenta “padri di famiglia” che avevano veramente bisogno e il dieci di aprile invitò tutti nella piazzetta del Municipio.
 
Salì su una sedia e iniziò a parlare ad alta voce, spiègò gli obiettivi di questa attività e come sarebbe stata organizzata.
Il mattino dovevano trovarsi tutti in piazza alle ore 8 e per questo il Sindaco aveva fatto installare sul campanile una sirena che doveva dare il segnale di inizio lavori, che era ripetuto anche alle cinque della sera per il “sciogliete le righe”.
 
Ogni gruppo di dieci aveva un capogruppo responsabile dei lavori.
 
La paga era sui generis, certo non convenzionale, ma nello stesso tempo accattivante per una popolazione di bisognosi.
 
A fine della giornata, la paga era costituita da un kg di pane, un litro d’olio, un litro di vino, un litro di latte e 100 lire.
 
Il fine settimana l’olio era sostituito da cinque kg di farina e alla fine del mese i lavoratori vennero forniti di tute o di scarpe da lavoro.
 
L'effetto dell'operazione fu positivo: le famiglie dei lavoratori videro arrivare in casa dei beni di prima necessità, sempre molto graditi. I commercianti dei prodotti utilizzati come paga aumentarono le loro vendite e conseguentemente i loro incassi. L'iniziativa del Sindaco Di Francesco riscosse quindi un generale apprezzamento.
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