5° episodio - rizzuti.it

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A NATALE FRIJRI I GUAJUNI




E mentre il treno sferragliava, i due passarono il tempo scambiandosi pensieri e raccontandosi le reciproche esperienze.
Dopo un po' Saverio invitò il compagno di viaggio ad accomodarsi nella sua carrozza.
Giunti nel compartimento, Pasquale ormai si sentiva più sicuro e questo lo confortava, rigettò quindi l’ansia e per un po’ smise di pensare al distacco della famiglia.
Finalmente rilassato sul comodo sedile, e visto il sole che ormai faceva capolino, Pasquale prese da una borsa che aveva a tracolla un termos con del caffè ancora caldo e lo condivise col compagno, sorseggiandolo poco alla volta dallo stesso bicchiere metallico.
Come si dice “il caffè fa resuscitare i morti” e qui Saverio iniziò a raccontare della sua avventura a Milano.

Saverio abitava stabilmente nella città, che aveva raggiunto un anno prima con il “Treno del Sole”, accompagnato dal padre che giunto in Stazione Centrale lo aveva affidato ad un suo caro compaesano, l'amico Mastro Giovanni.
Questi, ritornato da New York, si era stabilito a Lambrate con la famiglia e si occupava di edilizia, facendo fruttare così i dollari risparmiati.
Mastro Peppe consegnò il ragazzo al suo amico, raccomandandogli di trovare un alloggio e di aiutarlo ad affrontare le problematiche che avrebbe potuto incontrare in questa grande città.
Subito abbracciò il figlio e senza voltarsi raggiunse il terzo binario per prendere un treno che lo avrebbe portato a Roma.
Saverio era uno “sveglio” e si adattò subito alla situazione. Dopo alcuni giorni Mastro Giovanni lo accompagnò presso l’Università Statale, dove fece subito amicizia con alcuni ragazzi che lo aiutarono a sbrigare le pratiche presso la segreteria.
Si immatricolò alla Facoltà di Chimica e dopo una settimana trovò un alloggio in città, presso una casa a ringhiera.

Stazione di Milano Centrale






6° episodio







Università degli Studi di Milano
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